LA STORIA DI IQBAL di Francesco D’Adamo

 

Francesco d’Adamo,nel suo libro, tratta una storia vera, al fine di denunciare le condizioni di vita di molti bambini costretti a lavorare fin da piccoli, gratuitamente e trattati come degli schiavi.

Il racconto si svolge in Pakistan e il personaggio principale, realmente esistito, è un ragazzo di nome Iqbal Masih, che riesce a trovare il coraggio di ribellarsi ai suoi padroni e di denunciare “la mafia dei tappeti” a costo della sua stessa vita.

L’autore del libro, partendo dalla storia di Iqbal, è riuscito a ricreare la situazione in cui vivevano i bambini, sebbene luoghi e personaggi siano puramente inventati.

Una ragazza di diciassette anni di nome Fatima, abbandonata dai suoi genitori a causa di problemi economici e costretta a lavorare in una fabbrica di tappeti, racconta del suo incontro con Iqbal quando aveva dodici anni ed era costretta a tessere uno dei tanti tappeti che poi venivano venduti ai clienti stranieri.

La fabbrica era occupata da molti bambini tra cui: Karim, molto timoroso nei confronti del padrone, era il sorvegliante dei bambini; Salman, dal carattere molto brusco come Karim. La piccola Maria,talmente silenziosa da essere considerata  muta, stava sempre attaccata alla gonna di Fatima essendo molto timida e timorosa nei confronti di tutte le persone che la circondavano.

Maria troverà in seguito la forza di esporsi e di  insegnare ai suoi amici a leggere e a scrivere.

Infine c’era Mohammad che era robusto e balbuziente; Fuscello, al contrario, alto, molto magro, strano e divertente e Alì che era piccolo e molto furbo.

L’età dei bambini si aggirava tra i dieci e i dodici anni tranne Maria, che ne aveva sette, e Alì otto.

Iqbal tentò di scappare molte volte, ma inutilmente. Una volta però, durante la sua fuga in città, fu presente ad una manifestazione del “Fronte di Liberazione del Lavoro Minorile”, quindi si rivolse ad un poliziotto e spiegò la sua situazione e quella dei suoi amici.

Il giorno seguente, due poliziotti accompagnati da Iqbal, si recarono nella fabbrica,  ma Hussain Khan, il padrone, corruppe la polizia; Iqbal venne mandato nella Tomba: un “buco” molto caldo e sporco dove per settimane doveva tentare di sopravvivere senza mangiare né bere. Probabilmente non ce l’avrebbe fatta senza l’aiuto dei suoi amici che quasi ogni giorno lo andavano a trovare e gli portavano il necessario per sopravvivere.

Riuscì in seguito a riscappare e a rintracciare Eshan Khan il capo, del “Fronte”assieme alla moglie.

In seguito, Eshan Khan e gli uomini del Fronte, si recarono assieme a Iqbal nella casa di Hussain. Qui il ragazzo mostrò loro la tessitura e la Tomba; liberarono così i bambini che poterono riabbracciare le loro famiglie. Fatima e Maria, dovettero restare di più al Fronte, ma solo Fatima riuscì a trovare la sua famiglia.

Iqbal e Maria restarono nella sede del Fronte e dopo molti studi e riunioni, Iqbal, riuscì a liberare altre tredici fabbriche e vinse il premio della “GIOVENTU’ IN AZIONE”di 15'000 dollari destinati al Fronte.

Ma, il giorno di Pasqua del 1995 a Muritke, un villaggio a trenta chilometri da Lahore, in Pakistan, mentre Iqbal stava passeggiando, una macchina lo affiancò e qualcuno sparò.

Fatima, ormai a casa e sola con i suoi due fratelli, ricevette una lettera da Maria dalla quale seppe dell’assassinio di Iqbal.

Gli esecutori e i mandanti del suo assassinio non furono mai trovati.

Da quel momento, il nome di Iqbal, diventò il simbolo della lotta contro la schiavitù e la violenza subite da molti bambini.  

 

ILARIA SALVAGNO (Testo e disegno)

 

 

STORIA DI IQBAL di Francesco D’Adamo è pubblicata dalla Casa Editrice Felice Le Monnier, anno della prima edizione: Febbraio 2002, Luogo: Pakistan.

 

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 Ilaria Salvagno

Ilaria Salvagno, frequenta la classe 1a del corso Ordinamentale del Liceo Artistico Statale di Venezia.

Ha sempre avuto la passione per l’arte e per il disegno ma ha sempre dimostrato un grande interesse anche per la scrittura; nel 2007 ha vinto il primo premio del concorso letterario “Venezia LiberatA!” organizzato dall’ Associazione per la storia della Resistenza e l’Istituto Veneziano “Figli della Shoah”.

Per sette anni, ha coltivato l’amore per la danza presso la scuola di ballo “Proyecto” di Venezia.

 

Francesco D'Adamo Francesco D’Adamo

Francesco D’Adamo è nato nel 1949 a Milano, dove vive e lavora. Scrittore, giornalista e insegnante, è stato tra i primi, agli inizi degli anni ’90, a percorrere la strada del noir all’italiana. Nel 1999 ha esordito nella narrativa per ragazzi col romanzo Lupo Omega (Edizioni EL), finalista ai premi «Cassa di Risparmio di Cento», «Città di Penne» e «Castello» di Sanguinetto. Il suo romanzo Storia di Iqbal, «Premio Cento 2002», tradotto e pubblicato negli Stati Uniti, nel 2004 è stato segnalato dall’American Library Association come libro «raccomandato e degno di nota», e ha avuto il «Premio Christopher Awards (USA)». Esperto di pedagogia e problematiche dell’adolescenza, partecipa spesso a corsi d’aggiornamento per insegnanti e genitori, a incontri con le scuole, a convegni sull’adolescenza e la lettura.

www.festivaletteratura.it/archivio/schedaautore.php?autid=635

 

www.zam.it/3.php?id_autore=768

 

www.arcilettore.it/?idn=41      (con video intervista...)

 

www.buonpernoi.it/ViewDoc.asp?ArticleID=2410

 

www.annotazioni.com/Poesie/ivanmalcottipoesie.htm