SVILUPPO SOSTENIBILE E RIFIUTI
a cura della classe 2^ A (a.s. 2002 - 2003) - ITIS "Del Prete"- Sava - TARANTO - (Maria Rita Buccoliero) laboratorio di chimica/fisica e biologia
Lo sviluppo sostenibile è definito il Modello di sviluppo che una società dovrebbe avere per realizzare una crescita economica e sociale entro i limiti delle possibilità ecologiche del pianeta, rispettando lintegrità degli ecosistemi e la loro capacità di soddisfare i bisogni delle generazioni future.
I più importanti requisiti per lo sviluppo sostenibile sono: la conservazione del patrimonio naturale e del suo equilibrio, una collaborazione tra tutti i paesi e le regioni per un equo utilizzo delle risorse, la prevenzione dellesaurimento delle risorse naturali, la diminuzione della produzione di rifiuti (ottenuto anche grazie al riciclaggio dei materiali), la razionalizzazione della produzione e del consumo dellenergia.
Nel 1972, a Stoccolma, furono adottati alcuni principi alla base del concetto di sviluppo sostenibile. Lì si affermò che le risorse naturali terrestri vanno salvaguardate mentre va mantenuta e migliorata la sua capacità di produrre risorse vitali rinnovabili.
Nel 1983 le Nazioni Unite decisero di istituire una commissione che trovasse una soluzione al problema dei bisogni primari da soddisfare per una popolazione in accrescimento.
Nel 1987 con il Rapporto Bruntland si definì il concetto di sviluppo sostenibile. Tale definizione si basava sulla considerazione che ormai si fosse in grado di garantire uno sviluppo durevole.
Nel 1989 fu convocata la conferenza delle Nazioni Unite (UNCED). Nel 1992 si tenne una conferenza a Rio de Janeiro su ambiente e sviluppo: lindividuazione di strategie in grado di conciliare le esigenze dei paesi poveri e dei paesi industrializzati era lo scopo della conferenza. Il successo di questa, però, fu compromesso dalla mancata approvazione degli obiettivi proposti dallassemblea da parte di alcuni governi.
Nel 1992 è stata istituita lECOSOC per ricevere, analizzare e valutare i contributi di organismi non governativi.
Nel 1994, con la carta di Alborg, sono stati definiti i principi basilari per uno sviluppo sostenibile nelle città. Dopo cinque anni dalla conferenza di Rio, la comunità internazionale è tornata a discutere i problemi ambientali e quelli dei riscaldamenti globali alla conferenza di Kyoto, tenutasi in Giappone nel dicembre 1997.
Gli attuali modelli di consumo sono in conflitto con le capacità dellecosistema di sopportare impatti ambientali e prelievi indiscriminati. Lefficienza è condizione necessaria ma non sufficiente per lo sviluppo sostenibile. Questo mutamento può essere realizzato introducendo strumenti economici, informativi ed educativi.
SOCIETA' DEI CONSUMI >>> SOCIETA' DEI RIFIUTI
Oggi, però, è difficile realizzare un modello di sviluppo sostenibile accettabile, in quanto la nostra Terra è soggetta ad inquinamento, derivante anche dai rifiuti.
I fenomeni più gravi legati allinquinamento da rifiuti comparvero, per la prima volta., durante la rivoluzione industriale, ma oggi con il progredire della tecnologia sono divenuti ancora più pericolosi.
Luomo con il passare del tempo ha imparato a trasformare le risorse naturali in merci, che vengono immesse nel mercato, sfruttate e, infine buttate via e, proprio per questo comportamento la nostra società viene classificata come società dei consumi, anche se sarebbe più corretto parlare di società dei rifiuti, visto che nei processi di produzione e uso delle merci, il peso dei rifiuti è superiore a quello delle merci prodotte e utilizzate.
In natura tutti i processi sono circolari, cioè, in un sistema naturale, tutto ciò che viene eliminato da un organismo è comunque riutilizzato da altri organismi, ma luomo, purtroppo, ha reso questi processi lineari: alla fine dellutilizzazione di una risorsa, troviamo delle scorie inutilizzabili, inquinanti, che provocano gravi danni allambiente.
La società pensa che sia possibile buttare via tutto ciò che si vuole, ma, in realtà, non si butta via nulla, in quanto si può solo allontanare dalla vista qualsiasi rifiuto che rimane incustodito e deposto dove lo si era abbandonato, lasciandolo ad inquinare.
I problemi principali legati, appunto, ai rifiuti, sono: linquinamento e laccumulo dei rifiuti.
Per quanto riguarda linquinamento, i rifiuti spesso sono abbandonati sul terreno che viene inquinato a causa delle sostanze nocive provenienti dalle scorie stesse. Si possono fare degli esempi, come per i prodotti solubili che possono essere diffusi sulla Terra a causa delle piogge e, immessi, così, nelle acque superficiali e sotterranee.
Se nei rifiuti, vi sono sostanze tossiche, queste possono provocare effetti diversificati, ma in ogni caso il prodotto provoca gravi danni agli organismi, ma anche agli uomini.
Laccumulo nellambiente è un altro cruccio della società moderna: il volume e la quantità dei rifiuti sono aumentati con il passare del tempo e con il crescere del benessere.
Molti non sono prodotti biodegradabili, così se abbandonati nellambiente possono rimanervi per lunghissimi periodi con effetti disastrosi.
Prima di proseguire è opportuno chiarire quale sia il significato della parola rifiuto: si tratta di qualsiasi sostanza o oggetto abbandonato o destinato all'abbandono. I rifiuti possono essere solidi, liquidi o gassosi e, in base all'origine e alle loro caratteristiche chimiche e tossicologiche, vengono suddivisi in quattro categorie :
Urbani;
Speciali
Tossici
Radioattivi.
I rifiuti urbani sono scarti prodotti dalleconomia domestica, dallartigianato o dalle industrie, che non possono essere né riciclati, né riutilizzati e che pertanto vengono gettati nel sacco della spazzatura, come plastica, carta sporca , ecc.
Si dividono in:
Non ingombranti, provenienti da fabbricati o da altri insediamenti civili;
Ingombranti, quali beni di consumo durevoli, arredamento per uso domestico;
Di qualunque natura o provenienza, giacenti su strade ed aree ad uso pubblico.
I rifiuti speciali sono, invece, definiti rari per le loro proprietà e la loro distribuzione sul territorio nazionale. Vengono classificati in 5 categorie diverse:
· I residui derivanti da lavorazioni agricole, artigianali, commerciali e di servizi non dichiarati assimilabili ai rifiuti urbani.
· Quelli provenienti da strutture mediche, non assimilabili a quelli urbani.
· I materiali provenienti da demolizioni e costruzioni.
· I veicoli a motore e le loro parti.
· I residui delle attività di trattamento dei rifiuti.
I rifiuti tossici e nocivi, sono tutti quei rifiuti industriali o urbani che contengono sostanze tossiche in quantità tali da rappresentare un pericolo per la salute delluomo e per lambiente.
Si possono distinguere due tipi di rifiuti tossici e nocivi:
· Il primo è quello composto da una o più sostanze comprese in 28 voci del decreto, tra cui ci sono arsenico, mercurio, piombo, amianto e selenio, in quantità superiore a determinate concentrazioni.
· Il secondo tipo, presume che siano tossici e nocivi tutti i rifiuti indicati in un apposito elenco, non considerando, quindi, la concentrazione e le analisi chimiche.
È importante, però, che i rifiuti vadano smaltiti, e in modo corretto, anche se non è sempre così.
SMALTIMENTO RIFIUTI
Per Smaltimento dei rifiuti solidi si intende leliminazione di materiali solidi o semisolidi prodotti dall'uomo e dagli animali.
Cè da dire che lo smaltimento è un grave problema che affligge luomo, ma anche lambiente; è, però, opinione comune che esso possa essere risolto impostando uno schema integrato di gestione, piuttosto che ricorrendo ad un'unica soluzione per le fasi di raccolta e di trattamento finale.
Si intende per schema integrato un sistema in grado di individuare limpiego di differenti modalità per la raccolta delle varie categorie di rifiuti, una tra queste è la raccolta differenziata, la quale può essere effettuata direttamente dai cittadini, che selezionano ed eliminano i diversi tipi di rifiuti in contenitori separati o allinterno di appositi impianti di smistamento. Questultimo metodo fu il primo a essere applicato e consiste nella separazione manuale dei rifiuti da parte di operai addetti che li prelevano da un nastro trasportatore. Un altro metodo di separazione è quello di tipo gravitazionale che consiste nellimmersione in acqua della massa di rifiuti misti, per separare quelli più leggeri (carta, plastica) da quelli più pesanti (metalli, vetro).
Il sistema più vantaggioso è sicuramente quello della raccolta differenziata effettuata dai cittadini.
Un valido sistema di raccolta differenziata deve:
Ridurre in misura ottimale la quantità di rifiuti da smaltire
Ottimizzare la qualità e la quantità dei materiali raccolti in prospettiva del loro recupero
Coinvolgere i cittadini nel sistema di gestione dei rifiuti.
Essere integrato in modo efficace nel più generale piano di smaltimento dei rifiuti prodotti dalla collettività.
LA RACCOLTA DIFFERENZIATA
La raccolta differenziata permette di recuperare materiali adatti per essere riciclati, quali la carta, il vetro, lalluminio e la plastica.
Il riciclaggio è un processo attraverso il quale un materiale viene riportato a una fase precedente del processo di trasformazione già subito: è una pratica la cui diffusione è strettamente legata a fattori economici, sociali, politici e tecnologici, che possono variare considerevolmente da paese a paese. Il volume pro capite dei rifiuti prodotti nei paesi in via di sviluppo è notevolmente inferiore a quello dei rifiuti prodotti nei paesi industrializzati e, ciononostante, la percentuale dei rifiuti riciclati è comunque di gran lunga superiore.
Ciò è dovuto in gran parte alle ristrettezze economiche di questi paesi, in cui i poveri si guadagnano da vivere anche recuperando dai rifiuti ogni sorta di materiale riutilizzabile.
Nei paesi industrializzati, invece, le iniziative di riciclaggio nascono perlopiù dalla preoccupazione per lo stato dell'ambiente, dalla necessità di ridurre i consumi energetici e di risparmiare le risorse naturali del pianeta. Il riciclaggio viene spesso incoraggiato anche per i timori suscitati dai danni ambientali causati dai convenzionali sistemi di smaltimento dei rifiuti.
In genere i rifiuti prodotti dall'industria e dal settore commerciale vengono riciclati con maggiore facilità rispetto a quelli prodotti dai privati cittadini: in Italia, ad esempio, attualmente viene riciclato il 15% dei rifiuti industriali e solo il 7% di quelli domestici. La spazzatura domestica, formata da un miscuglio di materiali, in Italia è composta in media per il 28% di carta, per il 16% di materie plastiche, per il 4% di tessili e legno, per l'8% di vetro, per il 4% di metalli, per il 29% di materie organiche decomponibili e per l'11% di polveri, ceneri ecc. Ai fini del riciclaggio, ognuna di queste frazioni ha un proprio valore e deve essere, perciò, separata dalle altre.
LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DI RIFIUTI
La raccolta differenziata dei rifiuti può essere attuata in vari modi: i cittadini, ad esempio, possono selezionare i rifiuti "alla fonte" e raccoglierli in contenitori separati; in alternativa, la separazione può essere effettuata in appositi impianti o collocando in posizione opportuna speciali campane e cassonetti per la raccolta della carta, del vetro, delle lattine e dei contenitori in plastica.
Il riciclaggio dei rifiuti ha origini molto antiche, infatti, già nella preistoria gli utensili in metallo venivano fusi e rifoggiati. Oggi, invece, i materiali riciclabili vengono separati meccanicamente dalla massa dei rifiuti urbani attraverso diversi sistemi, ad esempio la frantumazione, la selezione magnetica (per i metalli ferrosi) e quella gravitativa (che permette di separare i rifiuti leggeri da quelli pesanti).
Un altro sistema ampiamente usato prevede la riduzione della frazione organica in poltiglia ("spappolatore a umido"). I rifiuti vengono sminuzzati fino a quando non si ricava una fanghiglia con laggiunta di acqua da cui, vengono estratti poi, i pezzi più grandi di metallo ferroso. La poltiglia ripulita viene messa in una speciale centrifuga, all'interno della quale i rifiuti incombustibili più pesanti (vetro, metallo, ceramiche) vengono separati da quelli più leggeri per essere inviati a un impianto per il recupero del vetro e dei metalli, mentre i materiali più leggeri vengono spediti ad un impianto per il recupero della carta e delle fibre. I residui finali del processo vengono o inceneriti o utilizzati come materiale di riempimento.
Il riciclaggio della carta è quello che oggi funziona in modo più efficiente, infatti, già nel 1993, in Italia, il 50% della materia prima utilizzata dallindustria della carta era riciclato. Cè da aggiungere, però, che una parte di questa carta riciclata è importata dallestero in quanto il sistema di raccolta differenziata non è ancora del tutto consolidato.
Il riciclaggio di carta è sicuramente molto importante per lambiente, ma presenta anche qualche svantaggio, ad esempio, per ottenere prodotti di qualità, infatti, è necessario sottoporre questo materiale a processi di sbiancamento degli inchiostri e di eliminazione della patinatura altamente inquinanti.Per quanto riguarda il vetro, il sistema di raccolta differenziata, invece, avviato in Italia alla fine degli anni Settanta, funziona oggi in oltre 5000 Comuni e la forma di riciclaggio più economica ed efficiente è quella del vuoto a rendere, grazie alla quale si riutilizza una bottiglia sino a 50 volte. Anche in questo caso, tuttavia, come per la carta, si pone un problema di qualità dei prodotti ottenuti con il materiale di scarto; questo, infatti, contiene sempre una percentuale non trascurabile di impurità, quali residui di etichette e del metallo dei tappi.
Il riciclaggio dellalluminio, utilizzato per produrre le lattine, è altamente vantaggioso: permette infatti un notevole risparmio energetico e un minor consumo di bauxite (materiale da cui lalluminio viene estratto). Si stima che oggi, in Italia, quasi il 40% in peso dellalluminio utilizzato provenga da lattine riciclate.Il sistema di raccolta della plastica attualmente in vigore non è sufficientemente selettivo e di conseguenza non è tanto vantaggioso quanto sarebbe se si potessero separare i diversi tipi di materie plastiche: il polietilene (PE) e il polietilene tereftalato (PET), che costituiscono la materia prima più utilizzata per i contenitori di prodotti liquidi, il cloruro polivinile (PVC) e il polistirolo (PG). Oggi, però, molti prodotti di plastica riportano indicazioni che aiutano il consumatore a capire se si tratta di materiali riciclabili o meno, tuttavia, raccogliere, smistare e riciclare la plastica è un procedimento molto costoso, e proprio per questo non molto diffuso. Inoltre, sebbene esistano macchine specializzate per lo smistamento, molte delle operazioni necessarie al riciclaggio devono essere svolte a mano, e questo contribuisce ad aumentare i costi.
Come si può comprendere è importante che la raccolta differenziata esista e nella maggior parte dei paesi industrializzati si sta cercando di promuoverla mediante leggi e incentivi economici.Per quanto riguarda l'Italia, diverse leggi obbligano le regioni a favorire la raccolta differenziata dei rifiuti e impongono ai Comuni di istituire un servizio per la raccolta differenziata e lo smaltimento di batterie e pile, medicinali, prodotti tossici e infiammabili, carta, vetro, alluminio e plastica.
TECNOLOGIE E METODI DI SMALTIMENTO
Il sistema di smaltimento dei rifiuti solidi più diffusamente utilizzato in Europa è quello del confinamento in discariche controllate, nelle quali viene trasportato l'88% dei rifiuti solidi urbani e l'82% di quelli industriali. Il resto dei rifiuti solidi prodotti viene in gran parte bruciato negli inceneritori, mentre solo una minima parte viene inviata negli impianti di compostaggio e riciclaggio. Cè da precisare che la scelta della tecnologia di smaltimento si basa soprattutto su valutazioni effettuate sui costi di installazione e di gestione degli impianti e i costi, a loro volta, sono determinati da molteplici fattori che variano a seconda delle diverse realtà locali.
Le discariche controllate sono il più economico dei sistemi di smaltimento, sono anche in grado di offrire risultati abbastanza soddisfacenti, ma la loro economicità dipende dalla posizione e, generalmente, sono preferite aree relativamente vicine ai luoghi di produzione dei rifiuti.
Nelle moderne discariche, si procede con lo spargere, in un primo momento i rifiuti sul terreno, i quali vengono compressi da bulldozer, fino a che non si formano sottili strati sovrapposti. Quando almeno 3 m di rifiuti sono stati così compattati, si provvede a ricoprire il tutto con un sottile strato di argilla e si procede con un'ulteriore compattazione. Per ridurre al minimo la diffusione di sostanze inquinanti nel terreno e nelle falde acquifere si scelgono terreni con particolari requisiti; i fondi delle discariche vengono inoltre isolati con materiali impermeabilizzanti. Una volta colmate, le discariche si ricoprono con uno strato di terreno sul quale spesso vengono piantati alberi.
Naturalmente, ci sono da analizzare gli eventuali rischi.
Per effetto della decomposizione dei rifiuti organici, si sviluppano gas, come il metano, che una volta raggiunta una certa concentrazione possono provocare esplosioni, così, per evitare tali incidenti, le discariche sono dotate di appositi sistemi di ventilazione.
Un altro metodo di smaltimento è quello dellincenerimento, effettuato da appositi inceneritori, allinterno dei quali i rifiuti vengono bruciati su griglie mobili, in camere di combustione rivestite di materiale refrattario, mentre i gas di combustione e i sottoprodotti solidi del processo vengono bruciati in camere di postcombustione.
Oltre al calore, durante il processo di incenerimento vengono prodotti: anidride carbonica e acqua, ossidi di zolfo e di azoto, altri gas inquinanti e scorie non gassose, ovvero ceneri, polveri e residui solidi incombusti. L'emissione di polveri e particelle solide nocive viene spesso ridotta al minimo mediante l'uso di particolari sistemi di depurazione dei fumi.
Un particolare tipo di smaltimento è il compostaggio che prevede due diverse operazione: la preselezione dei rifiuti solidi e la decomposizione delle frazioni organiche da parte di microrganismi aerobici. Nella fase di preselezione si separano i rifiuti organici, i quali vengono sminuzzati per facilitarne la decomposizione.
I residui così trattati vengono o disposti sul terreno in cumuli oppure sono avviati a speciali impianti nei quali subiscono una decomposizione a opera di microrganismi e vengono ridotti in humus. Dopo circa tre settimane il prodotto è pronto per essere mescolato con particolari additivi, confezionato e venduto.
Per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti speciali si può dire che essi devono essere smaltiti secondo direttive ed autorizzazioni della regione. Attraverso le prescrizioni che la regione impone con lautorizzazione, quindi, si realizza la difesa dallinquinamento da rifiuti speciali. I rifiuti che provengono dai laboratori biologici e dalle strutture ospedaliere, che presentano comunque un grave pericolo per la salute pubblica devono essere smaltiti con impianti che garantiscano maggiormente le esigenze igienico- sanitarie; inoltre questi rifiuti possono essere assimilati ai rifiuti urbani solo per lincenerimento e comunque, devono essere accompagnati da delle dichiarazioni scritte dei direttori sanitari delle strutture ospedaliere.
Particolari norme sono previste, invece, per i veicoli a motore e altri che, per volontà dei proprietari o per disposizione di legge, sono destinati alla demolizione: essi devono essere conferiti da appositi centri di raccolta per la demolizione, per leventuale recupero di parti e per la rottamazione. Questi centri devono essere costruiti in apposite aree scelte dalla regione e possono essere gestite o direttamente dal comune dove si trovano, o da privati; comunque, il comune deve stabilire i limiti massimi della superficie del centro stesso e il tempo massimo di detenzione dei materiali nel centro, per evitare leccessivo deterioramento dei materiali stessi.
Chi gestisce il centro di raccolta deve corrispondere al proprietario del veicolo conferito il prezzo ragguagliato al suo valore commerciale e può avviare la rottamazione il veicolo solo dopo aver accertato lavvenuta radiazione dello stesso dal pubblico registro automobilistico ed aver riportato su un altro apposito registro gli estremi della formalità di radiazione.
Leliminazione dei rifiuti tossici e nocivi deve essere autorizzata dalla regione con opportuni controlli e con precise prescrizioni, la cui inosservanza comporta severe sanzioni penali oltre alla sospensione o alla revoca.
Essi non possono essere gettati in acqua o comunque smaltiti in modo diverso da quello rigorosamente stabilito dalla legge.
Infine ci sono le sostanze radioattive, considerate nocive in quanto lesposizione prolungata alle radiazioni può nuocere agli organismi viventi. Per la loro pericolosità tali rifiuti non possono essere smaltiti nelle normali discariche e il loro smaltimento è regolato da leggi nazionali. Le scorie radioattive possono avere un livello di attività più o meno elevato: quelle a maggiore attività, prodotte dalle centrali nucleari, possono essere vetrificate e sigillate in contenitori di acciaio. Per la collocazione permanente di questi contenitori, la soluzione più sicura sembra essere, per ora, la sistemazione in depositi sotterranei.
L'INDAGINE IN ALCUNI COMUNI DELLA PROVINCIA DI TARANTO
Da alcune ricerche effettuate dalla nostra classe è emerso che la provincia di Taranto richiede a tutti i comuni del territorio ionico dei quindicinali in cui si specifica il materiale recuperabile rispetto al rifiuto generico.
Lindagine è estesa per:
Vetro - Plastica - Carta - Metalli - Pile esaurite - Farmaci scaduti - Contenitori etichettati (bombolette spray) - Ingombranti - Legno.
Nei grafici (riportati sotto) riguardanti lanno 2001 è descritta la situazione trasmessa dai comuni in ottemperanza allordinanza del commissario dellemergenza rifiuti in Puglia dellanno 2001 e viene messa a confronto la quantità di rifiuti prodotti con la quantità di rifiuti riciclati.
Lindagine riguarda tutti i comuni di cui la nostra classe è composta ma abbiamo avuto non pochi problemi a trovare tutti i dati perciò è nostra opinione che ci sia poca sensibilità e poco impegno da parte della gente , ma sarebbe importante che tutti contribuissero a salvaguardare lambiente anche perché sarebbe bello vivere in un mondo pulito anziché ricoperto dimmondizia.
Riflettiamo un attimo: quanta carta consumiamo ogni giorno?
Quando apriamo il contenitore del latte o di uno yogurt, le bottiglie dacqua .., ma sempre raccogliamo queste cose e le riponiamo negli appositi contenitori?
Probabilmente no eppure operarne il riciclaggio sarebbe importante per vari motivi, ad esempio, alcuni tipi di plastica quando bruciano negli inceneritori producono sostanze molto pericolose (diossina ), mentre altri sono colorati con sostanze che si diffondono facilmente nellambiante e, inoltre, la plastica occupa troppo spazio nelle discariche perché si degradano molto lentamente, infatti in Italia circa il 25% dei rifiuti è costituito da plastica.
Non dimentichiamoci della carta, soprattutto noi studenti che ne utilizziamo in abbondanza: non gettiamola in una pattumiera qualunque , ma raccogliamola e riponiamola nelle campane bianche, potremo evitare che qualche albero sia abbattuto; potremo aiutare anche noi stessi.
Pensiamo ora alle pile o alle batterie che usiamo quotidianamente: sono utilissime, ma possono anche rivelarsi armi micidiali perché contengono uno dei veleni più pericolosi, cioè il mercurio, il quale se assorbito dallorganismo può essere responsabile di avvelenamenti gravissimi. Famoso è il morbo di Minamata diffusosi in Giappone e provocato dal consumo di pesce contaminato da questa sostanza. Possiamo, perciò, capire quanto sia importante non gettare alla rinfusa le pile scariche perché sono pericolose non solo per la natura, ma anche per noi che mangiamo prodotti provenienti dalla terra.
Abbiamo, inoltre, effettuato un piccolo esperimento: abbiamo raccolto Kg 2,800 di pile esaurite e le abbiamo depositate tutte in uno solo degli appositi contenitori per la raccolta differenziata; volevamo verificare se vi fosse una corretta raccolta e un corretto smaltimento quando il cittadino è sensibile al problema ecologico. Abbiamo richiesto al comune di Sava i quindicinali relativi ai mesi di marzo e aprile in base alla normativa vigente e con nostro stupore, per la verità non tanto disatteso, non risulta alcun quantitativo di pile esaurite raccolte.
Questo ci fa riflettere ulteriormente in quanto tutti dovremmo capire che il riciclaggio e la raccolta differenziata sono molto importanti per mantenere la nostra Terra pulita e per aiutare noi stessi a vivere meglio. Inoltre, da recenti stime, è emerso che se la raccolta differenziata fosse fatta e gestita in modo corretto, basterebbe solo il 20% del volume occupato attualmente dalle discariche.
La raccolta differenziata, però, va operata in prima persona e, per fortuna, molte scuole, oggi, si sono attrezzate per farlo, tra cui anche la nostra che deposita quotidianamente quantità di carta non indifferenti nelle campane.
Purtroppo, capita che anche se il cittadino fa regolarmente la raccolta differenziata, lerrore, a volte, risiede anche nelle pubbliche amministrazioni che magari effettuano poca vigilanza o non seguono in modo corretto le leggi. Luomo ha sempre usato la scienza e la tecnologia per dominare la natura, ma ormai ci si è resi conto che entrambe hanno un potere enorme che, a volte sfuggono al controllo delluomo.
È ora che lumanità si serva di questo potere e se ne serva bene. Dobbiamo avere il coraggio di guardarci allo specchio e riconoscere che abbiamo potere di vita e di morte, un potere che dobbiamo mettere sotto controllo per sempre. Ormai è giunto il momento di schierarci dalla parte della vita
Oggi sono tante le campagne di sensibilizzazione a questo problema, ma spesso non funzionano e continueranno a non farlo finché non capiremo che non basta solo usare lambiente per i nostri vantaggi, ma è necessario rispettarlo perché è un dono e non deve essere trascurato: pensiamo al nostro futuro e anche a quello delle generazioni che verranno.